{"id":1295,"date":"2020-06-08T10:23:02","date_gmt":"2020-06-08T10:23:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blue-bridge.cloud\/?p=1295"},"modified":"2020-11-12T09:22:03","modified_gmt":"2020-11-12T09:22:03","slug":"neuro-marketing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.blue-bridge.it\/?p=1295","title":{"rendered":"Neuro Marketing"},"content":{"rendered":"<div class=\"bt_bb_wrapper\"><p><b>Cos\u2019\u00e8 il neuromarketing?<\/b><\/p>\n<p><i>\u201cMisura ci\u00f2 che \u00e8 misurabile e rendi misurabile ci\u00f2 che non lo \u00e8.\u201d<\/i><\/p>\n<p>Galileo Galilei<\/p>\n<p><i>\u201cWithout data you\u2019re just another person with an opinion.\u201d<\/i><\/p>\n<p>William Edwards Demi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Una definizione personale, ma non nel senso soggettivo del termine\u2026<\/b><\/p>\n<p><b>Partiamo da che c\u2019entro io e perch\u00e9 parlo di neuro-marketing.<\/b><\/p>\n<p>Perch\u00e9 al di l\u00e0 della moda o della strumentalizzazione alla quale a volte assistiamo, al di l\u00e0 del \u201cmarketing\u201d del neuromarketing e di tutte le \u201cdiscipline\u201d che iniziano con il prefisso \u201cneuro-\u201d, lo sviluppo che questa\u00a0<b>branca della neuroeconomia che fonde il marketing tradizionale con neurologia e psicologia<\/b>\u00a0sta avendo \u00e8 molto interessante e ha dei risvolti per me importanti, oltre quelli relativi al progresso di indagine tecnico-scientifica (che lascio ai colleghi esperti), che riguardano il marketing e il coinvolgimento o la riconnessione con le persone; temi a me cari e sui quali ho un po\u2019 di esperienza. Ho una formazione umanistica e mi occupo da pi\u00f9 di venti anni di comunicazione e l\u2019ho sempre vissuta come una relazione fra brand e pubblico, marchi e persone;\u00a0<b>si comunica infatti con le persone<\/b>.<\/p>\n<p>Nell\u2019etimologia latina, il termine\u00a0<i>persona<\/i>\u00a0(da\u00a0<i>per-sonar<\/i>\u00a0suonare attraverso) indica la maschera teatrale che veniva indossata dagli attori per\u00a0<b>intensificare la loro voce<\/b>, facendola per-sonare o ri-suonare, e farsi ascoltare anche dagli spettatori pi\u00f9 lontani dal palcoscenico. Il concetto di persona \u00e8 ancora pi\u00f9 primitivo di quelli della mente e del corpo. La persona \u00e8 un essere sociale e vive e comunica con gli altri, ha sentimenti che condivide con gli altri, e in questo senso il termine individuo che spesso \u00e8 usato come sinonimo guarda alla persona con le sue caratteristiche distintive e uniche, ma ogni individuo \u00e8 anche una persona.<\/p>\n<p><a class=\"matchTooltip\">Oggi<\/a>\u00a0le persone sono lontane dal luogo dell\u2019azione scenica, dove avvengono le scelte importanti, e sono relegate un po\u2019 in disparte e possono solo compiere, o sono considerate solo quando compiono, decisioni o azioni di acquisto (o voto) e sono utenti o consumatori (o elettori, ma sempre pi\u00f9 spesso trattati da pubblico).<\/p>\n<p>Un approccio al marketing che fonde anche le neuroscienze e soprattutto riporta le persone vicine alle aziende e ai manager che prendono decisioni (anche perch\u00e9 solo gli strumenti di cui parleremo fra poco si appoggiano ai corpi delle persone ed entrano in contatto con la loro fisicit\u00e0) pu\u00f2 davvero fare da imbuto o cassa di risonanza, pu\u00f2 far per-sonare la loro voce, Fuor di metafora, pu\u00f2\u00a0<b>aumentare la risonanza del contributo delle persone<\/b>\u00a0e pu\u00f2 in ultima analisi\u00a0<b>migliorare l\u2019esperienza delle persone<\/b>\u00a0che sono nei posti pi\u00f9 lontani dal palco del moderno\u00a0<i>brand theater<\/i>, sia esso realizzato in un sito o in un negozio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1297\" src=\"https:\/\/blue-bridge.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/metropolis-640x360.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/metropolis-640x360.jpg 640w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/metropolis-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/metropolis-320x180.jpg 320w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/metropolis.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Cos\u2019\u00e8 allora il neuro-marketing e cosa possiamo sapere (dalle persone)<\/b><\/p>\n<p><b>Il neuro-marketing ha a che fare con la neurobiologia, la psicologia dei consumi e il marketing<\/b>, ma in ultima analisi possiamo dire<b>\u00a0con le persone\u00a0<\/b>(persone che devono tornare ad essere soggetti di esperienza e non oggetti di studio),\u00a0<b>i loro comportamenti e i loro vissuti\u00a0<\/b>(e in questo senso, e al di l\u00e0 che la si consideri o meno disciplina a s\u00e9 stante, pu\u00f2 decisamente contribuire ad una rivoluzione antropologica e non tecnologica del marketing, come invece sembrerebbe ad un\u2019analisi approssimativa).<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 allora il neuro-marketing?<\/p>\n<p>Beh, il neuro-marketing\u00a0<b>non \u00e8\u00a0<i>una<\/i>\u00a0cosa<\/b>.<\/p>\n<p>Quello che diffusamente oramai \u00e8 chiamato neuromarketing (tuttaunaparola), con forse pi\u00f9 di qualche eccesso di entusiasmo o persino sopravvalutazione (se non addirittura uso strumentale o tendenzioso, di gergo, per moda e tendenze appunto), altro non sono che applicazioni di\u00a0<b>tecniche di misurazione psicofisiologiche\u00a0<\/b>al mondo dello<b>\u00a0studio dei consumatori e dell\u2019analisi dell\u2019esperienza degli utenti<\/b>, che noi chiamiamo, non a caso, persone.<\/p>\n<p>Il\u00a0<b>neuromarketing<\/b>, nella sua migliore accezione, \u00e8 una\u00a0<b>branca della neuroeconomia<\/b>\u00a0(o anche se vogliamo delle neuroscienze della decisione), ma pi\u00f9 semplicemente, ed empiricamente, \u00e8 una disciplina, o para-disciplina, dedicata all\u2019<b>applicazione delle conoscenze e delle pratiche neuroscientifiche al marketing<\/b>, allo scopo di\u00a0<b>analizzare i processi inconsapevoli<\/b>\u00a0che avvengono\u00a0<i>nella mente del consumatore<\/i>\u00a0(che noi preferiamo considerare nell\u2019interezza della sua persona) e che\u00a0<i>influiscono sulle decisioni di acquisto<\/i>\u00a0(un aspetto rilevante e pervasivo) o sul\u00a0<b>coinvolgimento emotivo<\/b>\u00a0nei confronti di un brand (un aspetto ancora pi\u00f9 importate e diffuso perch\u00e9 la relazione col brand va ben oltre il mero rapporto commerciale).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Forse il neuromarketing non esiste allora, vediamo comunque cosa non \u00e8 e semmai perch\u00e9 \u00e8 in ogni caso preferibile chiamarlo diversamente<\/b><\/p>\n<p>Se abbiamo capito cos\u2019\u00e8 o potrebbe essere, e soprattutto se gli vogliamo riconoscerne una validit\u00e0 applicativa e delineare in che alveo si inserisce semmai rispetto a certe derive, proviamo a sgombrare il campo e prendiamo subito posizione:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Esistono le scienze e le neuro-scienze, esiste il marketing e non il neuro-marketing<\/i><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Preferiamo non utilizzare questo termine per le nostre attivit\u00e0, anche se ci rendiamo conto che vale sicuramente la pena chiarire meglio cos\u2019\u00e8 e quali potenzialit\u00e0 ha questa nuova\u00a0\u00a0<b>\u201c<i>disciplina<\/i>\u201d trasversale<\/b>.<\/p>\n<p>Partiamo da cosa il neuro-marketing non \u00e8:<\/p>\n<ul>\n<li>non studia lo stress da lavoro correlato, n\u00e9 l\u2019altalena schizofrenica della nostra attenzione fra mail, news, messaggi e notifiche cui siamo spesso,\u00a0<i>always-on<\/i>, soggetti (anche se potrebbe trovare ragion d\u2019essere nei comportamenti di manager nevrotici \u2013<i>\u00a0neuro<\/i><i>si<\/i><i>-marketing<\/i>);<\/li>\n<li>non \u00e8 una strategia che propone di trasmettere messaggi edulcorati per via indiretta (come dice l\u2019adagio: \u201c\u2026parlare alla nuora perch\u00e9 la suocera intenda!\u201d \u2013\u00a0<i>nu<\/i><i>o<\/i><i>r<\/i><i>e<\/i><i>-marketing<\/i>);<\/li>\n<li>non riguarda le tecniche per la vendita nei negozi di oggetti ad 1 \u20ac (per quanto forse la strumentazione e i gadget tecnologici impiegati in certi studi approssimativi farebbero l\u2019adeguato paio con la chincaglieria e i mai-pi\u00f9-senza che si trovano in quel tipo di negozi \u2013\u00a0<i>u<\/i><i>n-euro-marketing<\/i>).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il neuro-marketing infatti non \u00e8 una moda, non \u00e8 solo gergo cosmetico, nemmeno una pletora di nuovi strumenti o gadget per analizzare siti e campagne.<\/p>\n<p>A volte il neuromarketing \u00e8 presentato come uno strumento per entrare letteralmente nella testa dei consumatori, noi vorremmo considerarlo in realt\u00e0 proprio alla rovescia: come cio\u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 di far rientrare i consumatori, letti come\u00a0persone, con i loro desideri, i loro timori e la loro storia, nella mente delle aziende e delle persone che nelle aziende lavorano. Per questo preferiamo parlare di\u00a0<b>riconnessione fra brand\/aziende e clienti\/utenti<\/b>, ovvero persone che realizzano beni e servizi per realizzare esperienze migliori per quelle persone che utilizzeranno quelle interfacce o prodotti.<\/p>\n<p>Come si capisce molto probabilmente dagli altri contributi che si trovano nel nostro sito e riguardano la riconnessione e l\u2019approccio della\u00a0sesta W\u00a0che \u00e8 il WITH, per noi \u00e8 importante considerare il neuro-marketing, che abbia o meno lo statuto di disciplina a s\u00e9 stante e al di l\u00e0 delle mode del momento, per le opportunit\u00e0 di analisi e di miglioramento della esperienza degli utenti, che per noi sono persone, e della loro vita in ultima analisi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il ne(ur)o-marketing pi\u00f9 di altre discipline recenti, riporta le\u00a0<b>persone<\/b>\u00a0in un modo o nell\u2019altro davvero al centro della scena e pu\u00f2 far entrare nel marketing l\u2019<b>implicito<\/b>\u00a0(i vissuti non consapevoli o dichiarati degli individui che influiscono sulla percezione e sull\u2019esperienza stessa) e prendere le distanze dallo\u00a0<b>scontato<\/b>\u00a0(ovvero gli sconti magari fanno anche vendere molto, ma non le cose che troppo spesso diamo per scontate, ad es.: che le persone siano racchiudibili in numeri e che ne si capiscano i vissuti in maniera riduzionistica analizzando il comportamento di navigazione).<\/p>\n<p>Come abbiamo detto quindi le attivit\u00e0 che ricadono nell\u2019alveo della \u201cdisciplina\u201d emergente del neuro-marketing sono\u00a0<b>conoscenze e pratiche neuroscientifiche applicate al marketing\u00a0<\/b>allo scopo di\u00a0<b>analizzare i processi irrazionali\u00a0<\/b>che avvengono\u00a0<b>nella mente del consumatore<\/b>\u00a0e che\u00a0<b>influiscono inconsapevolmente<\/b>\u00a0sulle decisioni di acquisto oppure sul maggiore o minore\u00a0<b>coinvolgimento emotivo<\/b>\u00a0nei confronti di un brand<b>.<\/b><\/p>\n<p>Questa attivit\u00e0 di indagine, pi\u00f9 che disciplina, propone una\u00a0<b>soluzione complementare\u00a0<\/b>alle<b>\u00a0ricerche di mercato tradizionali<\/b>, fornendo una soluzione ad alcuni problemi e limiti associati a queste ultime.<\/p>\n<p>Bisogna infatti partire dal presupposto che non sempre gli individui dicono ci\u00f2 che pensano:\u00a0<b>vergogna<\/b>,\u00a0<b>pregiudizi<\/b>\u00a0o paura del<b>\u00a0giudizio altrui<\/b>, infatti, possono condizionare le risposte a questionari, survey o indagini di mercato in varia forma e focus group, che sono strumenti che hanno avuto una certa diffusione con lo sviluppo delle ricerche sui consumatori nella seconda met\u00e0 del secolo scorso. I metodi tradizionali riescono per\u00f2 al massimo a raccogliere le emozioni esplicite (o coscienti), ma non riescono a rilevare i vissuti impliciti (o inconsci) del consumatore.<\/p>\n<p>Per il marketing, la grande novit\u00e0 apportata dal neuro-marketing non riguarda soltanto l\u2019utilizzo di strumenti e conoscenze neuroscientifiche, ma anche l\u2019opportunit\u00e0 che porta con s\u00e9, connaturata nel suo essere interdisciplinare, di prendere spunto anche da altre scienze che, negli anni, hanno dimostrato la loro utilit\u00e0 per la comprensione del consumatore. In effetti, \u00e8 comune trovare, nella letteratura e negli studi condotti nell\u2019ambito delle neuroscienze della decisione, alle quali ci siamo richiamati per definirlo nella sua ampiezza, riferimenti a delle conoscenze appartenenti all\u2019<b>economia comportamentale<\/b>\u00a0e alla\u00a0<b>psicologia cognitiva<\/b>\u00a0e\u00a0<b>sociale<\/b>.<\/p>\n<p>A queste discipline si aggiungono l\u2019influenza e il contributo di altre discipline umanistiche quali:\u00a0<b>ergonomia<\/b>,\u00a0<b>antropologia<\/b>\u00a0e\u00a0<b>sociologia<\/b>\u00a0che compenetrano le competenze indispensabili della\u00a0<b>psicofisiologia<\/b>. Questo ad\u00a0<a class=\"matchTooltip\">oggi<\/a>, ma la sfera di influenza e l\u2019allargamento del campo di applicazione del modello di ascolto, ci porter\u00e0 sicuramente ad estendere gli ambiti.<\/p>\n<p>L\u2019intreccio di queste discipline permette di costruire un quadro molto pi\u00f9 completo sul consumatore, che lo ricordiamo non \u00e8 da noi pi\u00f9 letto o considerato solo come tale, e sulle motivazioni inconsce che guidano le scelte quotidiane. \u00c8 grazie all\u2019allargamento di questo quadro che ci permettiamo quindi di dire che\u00a0utenti e clienti non esistono\u00a0e di parlare del pi\u00f9 ampio spettro dell\u2019esperienza delle persone.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1298\" src=\"https:\/\/blue-bridge.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/frankenstein-junior-640x498.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/frankenstein-junior-640x498.jpg 640w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/frankenstein-junior-768x597.jpg 768w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/frankenstein-junior-320x249.jpg 320w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/frankenstein-junior.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><b>Il neuromarketing visto come para-disciplina nei suoi rapporti con altre discipline<\/b><\/p>\n<p>Speriamo di aver chiarito perch\u00e9 il neuro-marketing non dovrebbe essere considerato come una disciplina a s\u00e9 stante quanto come pi\u00f9 la convergenza di approcci e di ricerche di discipline diverse, e quindi visto che ci avvaliamo di altri termini e di altre discipline per definire e meglio caratterizzare il neuro-marketing, come preferibilmente dovremmo scriverlo, magari \u00e8 meglio definire il significato di questi ultimi.<\/p>\n<p>Le\u00a0<b>neuroscienze<\/b>\u00a0(o neurobiologia) sono l\u2019insieme degli studi scientificamente condotti sul\u00a0<b>sistema nervoso<\/b>. Essendo un\u00a0<b>ramo della biologia<\/b>, le neuroscienze richiedono conoscenze di fisiologia, biologia molecolare, biologia cellulare, biologia dello sviluppo, biochimica, anatomia, genetica, biologia evoluzionistica, chimica, fisica, matematica e statistica, ma a differenza di altre discipline biologiche attingono anche da ambiti di studio quali psicologia, l\u2019economia e linguistica. L\u2019ambito delle neuroscienze si \u00e8 infatti ampliato per includere diversi approcci utilizzati per studiare gli aspetti molecolari, cellulari, dello sviluppo, strutturali, funzionali, evoluzionistici, cognitivi, computazionali e anche patologici del sistema nervoso.<\/p>\n<p>La\u00a0<b>neuroeconomia<\/b>, o\u00a0<b>neuroscienze della decisione<\/b>\u00a0come abbiamo detto, \u00e8 un recente settore della ricerca neuroscientifica che studia il funzionamento della mente umana in relazione ai processi decisionali nella soluzione di compiti economici. Poich\u00e9 si avvale dei contributi di molte discipline, quali la neurologia, l\u2019economia, la psicologia, la medicina, la matematica e la biologia, \u00e8 certamente possibile affermare che la neuroeconomia ha uno spiccato carattere interdisciplinare. Nasce dalle intuizioni degli psicologi israeliani Daniel Kahneman e Amos Tversky, dai quali fu fondata l\u2019economia comportamentale, unitamente alla scoperta di innovativi strumenti di rappresentazione visiva delle funzioni cerebrali (<i>brain imaging<\/i>). L\u2019obiettivo della neuroeconomia \u00e8 quello di incrociare il corpus di conoscenze della sfera economica con quelle provenienti da ambiti psicologici e scientifici per determinare come si comporta il cervello durante i processi di\u00a0<i>decision making<\/i>.<\/p>\n<p>Preferiamo fare riferimento alla neuroeconomia come disciplina per i presupposti di ricerca che la animano. Il presupposto infatti da cui parte l\u2019analisi neuroeconomica in generale \u00e8 che \u2013 a differenza di quanto affermato dall\u2019economia tradizionale \u2013\u00a0<b>l\u2019uomo non \u00e8 un animale razionale, bens\u00ec agisce sotto l\u2019impulso di processi neuronali automatici e molto spesso inconsci, talvolta indipendenti dalla propria volont\u00e0<\/b>. Ci\u00f2 fa s\u00ec che il comportamento economico umano sia frutto di un conflitto neuronale tra razionalit\u00e0 ed emotivit\u00e0, automatismo e consapevolezza.<\/p>\n<p>Il neuro-marketing quindi sotto questa luce \u00e8 una promettente branca della neuroeconomia, \u00e8 una para-disciplina, o se vogliamo dire una scienza applicata, che prendendo il\u00a0<b>carattere interdisciplinare<\/b>\u00a0della ricerca dalla scienza dalla quale nasce, fonde il marketing tradizionale (<b>economia<\/b>) con neurologia (<b>medicina<\/b>) e psicologia (<b>scienze comportamentali<\/b>) e si prefigge di illustrare ci\u00f2 che accade nel cervello delle persone in risposta ad alcuni stimoli relativi a prodotti, servizi, marche, pubblicit\u00e0, negozi o ambienti con l\u2019obiettivo di determinare le strategie che spingono all\u2019acquisto. L\u2019interessamento del sistema nervoso centrale, e in particolar modo delle zone cerebrali attive durante l\u2019esecuzione del processo decisionale, sono all\u2019origine della composizione del nome e del prefisso\u00a0<i>neuro-<\/i>; a dire il vero un po\u2019 abusato al giorno d\u2019<a class=\"matchTooltip\">oggi<\/a>\u00a0(circa le critiche all\u2019eccessiva semplificazione vedi il paragrafo seguente).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Il neuromarketing applica la neuropsicologia alla ricerca di mercato, studiando la risposta sensomotoria, cognitiva e affettiva dei consumatori agli stimoli di marketing.<\/i><\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Martin Lindstrom, il famoso marketer e speaker danese (autore del libro \u201c<i>Neuromarketing. Attivit\u00e0 cerebrale e comportamenti d\u2019acquisto<\/i>\u201d \u2013 Apogeo. 2009 in cui viene presentata un\u2019attivit\u00e0 di ricerca durata tre anni condotta su 2.000 consumatori volontari il cui cervello \u00e8 stato analizzato attraverso la risonanza magnetica funzionale\u00a0<i>fMRI<\/i>\u00a0\u2013\u00a0<i>Functional Magnetic Resonance Imaging<\/i>\u00a0\u2013 quando erano sottoposti a pi\u00f9 diversi stimoli), ha contribuito alla diffusione planetaria del nome mettendo in evidenza gi\u00e0 pi\u00f9 di una decina d\u2019anni fa l\u2019utilit\u00e0 del neuromarketing per le aziende aggiungendo tuttavia al tempo stesso che questa \u201cdisciplina\u201d presenta intrinsecamente dei\u00a0<b>limiti<\/b>\u00a0che riguardano l\u2019incompleta comprensione che si ha ancora del funzionamento del cervello umano (questo \u00e8 un suo\u00a0contributo registrato l\u2019anno scorso al PKMF di Bologna\u00a0nel quale presenta un evoluzione della sua ricerca sul neuromarketing e dei suoi strumenti a favore degli small data e del H2H o Human to Human marketing).<\/p>\n<p>In aggiunta ai limiti intrinseci di questa para-disciplina, ci sono quelli che riguardano l\u2019eccessiva semplificazione da parte dei media, e di alcuni operatori senza scrupoli, dei reali processi che sottostanno alle decisioni e al comportamento dei consumatori; spesso, infatti, per rendere l\u2019informazione accessibile al pubblico vengono diffuse notizie poco accurate e semplicistiche sul reale funzionamento del cervello.<\/p>\n<p>Per questo motivo sono sorte alcune critiche e riflessioni, all\u2019interno della comunit\u00e0 scientifica delle neuroscienze e della psicologia del consumo, da parte di autori come Hilke Plassmann, professoressa associata di Marketing all\u2019INSEAD di Fontainebleau, e collaboratori che avvertono circa i potenziali problemi associati a interpretazioni poco accurate di studi e scoperte neuroscientifiche (H. Plassmann, V. Venkatraman, S. Huettel, C. Yoon.\u00a0<i>Consumer Neuroscience: Applications, Challenges, and Possible Solutions<\/i>.in Journal of Marketing Research, Vol. LII (August 2015), pp. 427\u2013435).<\/p>\n<p>Il primo decennio di ricerche sulla neuroscienza dei consumatori ha prodotto un lavoro rivoluzionario nell\u2019identificazione dei processi neurali di base alla base del giudizio umano e del processo decisionale, con la maggior parte di tali studi pubblicati su riviste di neuroscienza. Tuttavia, perch\u00e9 il settore delle neuroscienze dei consumatori possa prosperare nel prossimo decennio, l\u2019attuale enfasi sulla ricerca scientifica di base deve essere estesa alla teoria e alla pratica del marketing.<\/p>\n<p>Circa il tema delle semplificazioni, si pensi a metafore come il \u201cbottone dell\u2019acquisto\u201d, e a quella che risulta come una<b>\u00a0eccessiva semplificazione\u00a0<\/b>dei reali processi che sottostanno alle decisioni e al comportamento dei consumatori.<\/p>\n<p>Nonostante ci sia una consapevolezza crescente da qualche anno e una maggiore prudenza nel parlare di questi argomenti, sono state mosse alcune critiche da parte di alcuni elementi della comunit\u00e0 scientifica appartenenti all\u2019ambito delle neuroscienze e della psicologia del consumo. Plassmann e collaboratori (H. Plassmann, T. Z. Rams\u00f8y, M. Milosavljevic,\u00a0<i>Branding the brain: A critical review and outlook.<\/i>\u00a0in Journal of Consumer Psychology 22(1): January 2012 pp. 18\u201336), per esempio, fanno una distinzione, di carattere esplicitamente critico, tra\u00a0<b>neuroscienza<\/b>\u00a0<b>del consumatore\u00a0<\/b>e\u00a0<b>neuromarketing<\/b>. Mentre la prima riguarda la \u00abintercessione delle neuroscienze e della psicologia del consumo nella ricerca accademica, il neuromarketing invece riguarda l\u2019interesse commerciale per strumenti di analisi neurofisiologica come\u00a0<i>eye tracking<\/i>, conduttanza cutanea, elettroencefalografia e risonanza magnetica funzionale al fine di portare avanti ricerche di mercato orientate alle aziende\u00bb.<\/p>\n<p>Su questa stessa linea di pensiero, diciamo critica, si sono ritrovati diversi esperti del settore trai quali\u00a0Marlene Behrmann\u00a0professoressa di neuroscienze cognitive alla Carnegie Mellon University che afferma: \u201c\u2026 nonostante decenni e decenni di ricerca, abbiamo ancora una<b>\u00a0comprensione rudimentale delle funzioni cerebrali<\/b>\u201d.<\/p>\n<p>La ricerca che portiamo avanti si rivolge\u00a0<i>direttamente<\/i>\u00a0alle persone, che diventano utenti\/partecipanti dei nostri test, per capire, registrare e comprendere la loro esperienza. Queste persone sono un campione rappresentativo del target, ovvero degli individui che non sono solo bersaglio di attivit\u00e0 di marketing, ma consumatori, produttori e riproduttori di esperienza con noi,\u00a0<i>prosumers<\/i>\u00a0nel vero ed originale senso del termine (cfr. Marshall McLuhan M., Nevitt B.,\u00a0<i>Take Today: The Executive as Dropout.<\/i>, in The Library Quarterly, vol. 43, n. 2, 1973, p. 4).<\/p>\n<p>Un modo comune per affrontare gli aspetti emotivi e cognitivi durante un test sull\u2019esperienza degli utenti\u00a0<a class=\"matchTooltip\">oggi<\/a>\u00a0avviene attraverso una tecnica chiamata\u00a0<i>think aloud<\/i>, un metodo che consiste nel registrare ed analizzare quanto detto da un utente invitato a verbalizzare le proprie azioni e i propri pensieri durante l\u2019utilizzo del prodotto o del servizio analizzato, e un\u00a0<i>self-report retrospettivo<\/i>\u00a0in cui agli utenti viene chiesto di descrivere o rispondere a domande sulla loro esperienza, sia verbalmente che attraverso un questionario scritto. Mentre questi metodi sono all\u2019ordine del giorno, si basano troppo sulla natura altamente soggettiva dell\u2019interpretazione dei partecipanti e sul ricordo delle loro emozioni. La realt\u00e0 \u00e8 che i partecipanti ci dicono quello che pensano che vogliamo sentire e \/ o segnalare selettivamente le loro emozioni. A volte non riescono nemmeno a interpretare i propri sentimenti abbastanza bene da raccontarci di loro. Le misurazioni fisiologiche riducono la soggettivit\u00e0 nel valutare l\u2019esperienza dell\u2019utente basandosi su metriche quantitative che sono l\u2019output di dispositivi che misurano principalmente le risposte involontarie agli stimoli.<\/p>\n<p>I grandi progressi a livello tecnologico nel campo delle neuroscienze, che ci sono stati negli ultimi anni, permettono di ottenere delle immagini di alta qualit\u00e0 del cervello umano e della sua attivit\u00e0 in tempo reale, attraverso risonanza magnetica funzionale o elettroencefalogramma. Il progresso raggiunto nell\u2019ottenere un tale livello di quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei dati purtroppo per\u00f2 non procede di pari passo con la capacit\u00e0 di interpretare questi stessi dati. Si pu\u00f2 dedurre, allora, che i progressi nel campo del neuromarketing sono strettamente legati all\u2019evoluzione delle scienze cognitive.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1299\" src=\"https:\/\/blue-bridge.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/minority_report-640x360.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/minority_report-640x360.jpg 640w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/minority_report-1280x720.jpg 1280w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/minority_report-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/minority_report-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/minority_report-320x180.jpg 320w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/minority_report.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Di quali strumenti e tecniche si avvale il neuro-marketing?<\/b><\/p>\n<p>Abbiamo visto come lo sviluppo, la miniaturizzazione e la diffusione degli strumenti e delle tecniche di misurazione psico-fisiologiche per ottenere insight sul consumatore (che noi preferiamo chiamare persona) e sul processo di presa di decisione, ha permesso l\u2019introduzione di questa metodologia di ricerca in pi\u00f9 ambiti.<\/p>\n<p>Ci teniamo per\u00f2 davvero a sottolineare e non ci stanchiamo mai di ripetere come nel nostro approccio e<i>\u00a0con le persone<\/i>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>la soluzione non sar\u00e0 mai tecnologica, ma sar\u00e0 sempre antropologica<\/i><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per\u00f2 dobbiamo riconoscere e abbiamo altres\u00ec gi\u00e0 sottolineato come una parte importante pu\u00f2 essere giocata dagli strumenti e dalle metodiche, specialmente nella rilevazione dell\u2019implicito e del dato bio-metrico scientificamente rilevato in un esperimento ripetibile.<\/p>\n<p>Vediamo ora quali sono in particolare gli strumenti:<\/p>\n<p>Il\u00a0<b>brain imaging<\/b>, del quale abbiamo parlato prima, e la rilevazione delle attivit\u00e0 cerebrali avvengono attraverso metodi come l\u2019elettroencefalografia (<b><i>EEG-ElectroEncephaloGraphy<\/i><\/b>) e la risonanza elettromagnetica funzionale (<b><i>FMRI, Functional Magnetic Resonance Imaging<\/i><\/b>), entrambi strumenti che permettono di scoprire le reali reazioni cognitive-emozionali di una persona. La differenza tra questi due metodi \u00e8 che il secondo pur avendo molte pi\u00f9 difficolt\u00e0 di applicazione permette un\u2019indagine pi\u00f9 approfondita rispetto al primo, anche se il primo \u00e8 pi\u00f9 semplice ed economico e pi\u00f9 facilmente trasportabile.<\/p>\n<ul>\n<li><b> Elettroencefalografia<br \/>\n<\/b>Si tratta di una tecnica che consente di misurare e registrare l\u2019attivit\u00e0 elettrica cerebrale usando sensori o elettrodi posizionati sulla testa. In particolare consente di rilevare quali aree del cervello vengono attivate in corrispondenza della presentazione di determinati stimoli come annunci, logo o prodotti, considerando che la maggior attivit\u00e0 elettrica del cervello in una determinata area pu\u00f2 essere associata a determinati processi cognitivi quali memoria e presa di decisione oppure determinati stati mentali come fatica, stress o stanchezza. Il vantaggio \u00e8 che permette un\u00a0<b>monitoraggio<\/b>\u00a0<b>in tempo reale\u00a0<\/b>(risoluzione temporale dell\u2019ordine del millisecondo), della\u00a0<b>risposta<\/b>\u00a0dei\u00a0<b>soggetti<\/b>\u00a0agli\u00a0<b>stimoli<\/b>.<\/li>\n<li><b> Risonanza magnetica funzionale<br \/>\n<\/b>\u00c8 sicuramente una delle pi\u00f9 innovative e pi\u00f9 utilizzate tecniche di\u00a0<i>brain imaging<\/i>. La risonanza magnetica funzionale permette di misurare il\u00a0<b>flusso sanguigno cerebrale<\/b>. Questo dato pu\u00f2 essere di grande utilit\u00e0 poich\u00e9 l\u2019aumento del flusso sanguigno verso una determinata regione del cervello indica una maggiore attivit\u00e0 in quella specifica area. Partendo dal presupposto che determinate regioni sono maggiormente collegate a determinati processi come la memoria o l\u2019apprendimento, \u00e8 possibile analizzare la risposta in corrispondenza di determinati stimoli con una risoluzione temporale dell\u2019ordine dei secondi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste due tecniche, in particolare la prima (che lo ricordiamo \u00e8 pi\u00f9 facilmente trasportabile e molto poco invasiva), unite all\u2019<b>Eye Tracking<\/b>, sono le principali metodologie di indagine che una ricerca di neuro-marketing di solito utilizza. L\u2019<i>eye tracking<\/i>\u00a0\u00e8 ora disponibile anche con occhiali e quindi sono degli strumenti facilmente portatili.<\/p>\n<ul>\n<li><b> Eye tracking<br \/>\n<\/b>\u00c8 una tecnica che permette di analizzare il punto di fissazione oculare e di registrare la dilatazione e la contrazione delle pupille. Questa funzione pu\u00f2 essere molto utile poich\u00e9 \u00e8 stata riscontrata una\u00a0<b>correlazione<\/b>\u00a0tra la\u00a0<b>dilatazione della pupilla<\/b>\u00a0e l\u2019interesse o l\u2019<b>attenzione dell\u2019individuo<\/b>\u00a0nei confronti di uno stimolo e tra la\u00a0<b>contrazione della pupilla<\/b>\u00a0e l\u2019avversione o il<b>\u00a0disgusto<\/b>\u00a0verso un determinato stimolo. Considerati questi dati, \u00e8 possibile identificare i punti di forza e di debolezza di una campagna pubblicitaria. Questa tecnica permette anche di cogliere eventuali difficolt\u00e0 di comprensione che il consumatore pu\u00f2 riscontrare durante la lettura o la visualizzazione di un annuncio, ma anche di una directory di negozio o di un cartello, basandosi sul tempo di fissazione e il comportamento oculare.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le tre tecniche viste prima legate alle tre metodologie o strumenti che elenchiamo qui di seguito coprono la maggior parte degli strumenti che vengono messi in campo nella maggior parte degli studi.<\/p>\n<ul>\n<li><b> Misurazione della risposta galvanica della pelle (GSR) o attivit\u00e0 elettrodermica (AED)<br \/>\n<\/b>Questa tecnica misura le\u00a0<b>variazioni<\/b>\u00a0nelle\u00a0<b>propriet\u00e0 elettriche della pelle<\/b>, in seguito alla\u00a0<b>variazione della sudorazione<\/b>. Alcuni studi hanno evidenziato la relazione tra il segnale GSR e alcuni stati mentali, come stress, stanchezza e coinvolgimento, per questo motivo questa tecnica pu\u00f2 essere di grande interesse per i marketer.<\/li>\n<li><b> Misurazione dell\u2019attivit\u00e0 elettrica cardiaca (ECG)<br \/>\n<\/b>La misurazione delle\u00a0<b>alterazioni della frequenza cardiaca<\/b>\u00a0consente di analizzare le emozioni provate dagli individui poich\u00e9 \u00e8 stata riscontrata una corrispondenza tra le variazioni della frequenza cardiaca e le risposte emotive dei soggetti.<\/li>\n<li><b> Facial coding<\/b>\u00a0<b>o codifica delle espressioni facciali<\/b><\/li>\n<li>La lettura e l\u2019interpretazione delle espressioni facciali permette di trarre delle conclusioni sulle emozioni provate in presenza di certi stimoli.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A tutti gli strumenti o metodiche precedenti (che lo ricordiamo riguardano aspetti bio-medici e comportamentali e si realizzano facendo entrare fisicamente in gioco le persone e il loro corpo) si deve aggiungere nel nostro modello quantomeno una padronanza delle tecniche di\u00a0<b>Psicologia Cognitiva e Sociologia Comportamentale<\/b>, proprio perch\u00e9 abbiamo visto come il nostro comportamento subconscio prenda per la maggior parte delle volte il sopravvento sul nostro comportamento conscio e razionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 un metodo misto \u00e8 importante per migliorare la customer experience (che poi sarebbe l\u2019esperienza delle persone)<\/b><\/p>\n<p>Nessuna delle misurazioni discusse pu\u00f2, da sola, catturare completamente l\u2019esperienza emotiva dell\u2019utente, o come abbiamo pi\u00f9 volte sottolineato preferiamo considerare come persona. Gli strumenti e i protocolli vanno considerati complementari e, in alcuni casi, supplementari. Il vantaggio dell\u2019utilizzo di pi\u00f9 tipi di dispositivi biometrici \u00e8 che possiamo imparare cose diverse da dispositivi diversi. La valenza \u00e8 una misura della natura positiva o negativa dell\u2019esperienza del partecipante. Utilizzando l\u2019EEG e l\u2019analisi della risposta facciale, possiamo misurare se il partecipante sta avendo una reazione relativamente buona o cattiva. GSR e frequenza cardiaca non sono i migliori strumenti o indici per misurare la valenza, ma sono buoni indicatori del livello di eccitazione di un partecipante. Combinando i benefici di ogni tipo di misurazione, possiamo identificare tipi specifici di esperienze emotive.<\/p>\n<p>Utilizzando una combinazione di\u00a0<i>eye tracking<\/i>, EEG, GSR e analisi della risposta facciale \u00e8 possibile individuare quando sono avvertite determinate emozioni. I principali vantaggi di questo approccio includono:<\/p>\n<p><b>Capire cosa attrae e attira l\u2019attenzione.<\/b><\/p>\n<p>Usando il tracciamento degli occhi, possiamo determinare:<\/p>\n<ul>\n<li>Ci\u00f2 che inizialmente attrae l\u2019attenzione (ad esempio, prezzi, confronto di funzionalit\u00e0, elementi interattivi, foto, ecc.)<\/li>\n<li>Cosa sostiene l\u2019attenzione degli utenti<\/li>\n<li>Che modello, percorso seguono gli occhi degli utenti mentre navigano nel negozio online (pattern comportamentale)<\/li>\n<\/ul>\n<p><b>Capire il coinvolgimento emotivo.<\/b><\/p>\n<p>Utilizzando EEG, GSR e analisi della risposta facciale possiamo determinare:<\/p>\n<ul>\n<li>Qual \u00e8 lo stato emotivo momento per momento durante l\u2019intera esperienza online<\/li>\n<li>Valenza globale (positiva o negativa) della reazione attraverso la risposta facciale<\/li>\n<li>Ci\u00f2 che eccita l\u2019utente e ci\u00f2 che trova coinvolgente (GSR)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Utilizzando i metodi di self-report condotti post esperienza possiamo comprendere:<\/p>\n<ul>\n<li>Perch\u00e9 gli utenti guardano determinati elementi sul sito web<\/li>\n<li>Perch\u00e9 gli utenti si sentono in un certo modo quando guardano gli elementi<\/li>\n<li>Come gli utenti si sentono in varie parti dell\u2019esperienza di acquisto (come la homepage, le pagine di destinazione, le pagine dei prodotti o il pagamento)<\/li>\n<\/ul>\n<p>In un test di usabilit\u00e0, comprendendo gli alti e bassi del percorso emozionale di un utente nel suo confronto con un\u2019interfaccia digitale, altrimenti nota come sito web, un team pu\u00f2 ottimizzare le caratteristiche del design per ridurre al minimo gli specifici\u00a0<i>pain point<\/i>\u00a0e enfatizzare elementi che forniscono un\u2019esperienza positiva.<\/p>\n<p>Le tecniche neuroscientifiche permettono di analizzare il coinvolgimento emotivo dei consumatori nei confronti di brand, pubblicit\u00e0, esperienza o qualsiasi altro stimolo. Gli\u00a0<i>eye-tracking glasses<\/i>\u00a0e l\u2019elettroencefalogramma, in particolare, permettono di realizzare dei test anche al di fuori del contesto del laboratorio, come ad esempio all\u2019interno di negozi per misurare l\u2019impatto dell\u2019esperienza in-store sul consumatore e per capire come migliorarla, individuando quegli elementi (sonori, olfattivi, visivi o tattili) che portano ad un maggior coinvolgimento emotivo degli individui.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile migliorare la\u00a0<i>customer experience<\/i>\u00a0aumentando il coinvolgimento emotivo del cliente verso il marchio, infatti, non solo all\u2019interno del negozio, ma anche attraverso l\u2019analisi della user experience, studiando le risposte a livello fisico, psicologico ed emotivo che si verificano prima, durante e dopo l\u2019utilizzo di un prodotto.<\/p>\n<p>Abbiamo prima visto come c<i>on delle\u00a0<\/i><b>misurazioni biometriche<\/b><i>\u00a0possiamo misurare le<\/i><b>\u00a0emozioni<\/b><i>\u00a0(degli utenti), la loro valenza positiva o negativa, il livello di\u00a0<\/i><b>arousal<\/b><i>, il\u00a0<\/i><b>battito cardiaco<\/b><i>\u00a0e avere un\u2019idea concreta di ci\u00f2 che provano davvero, anzich\u00e9 basarci soltanto su ci\u00f2 che ci dicono sull\u2019<\/i><b>esperienza di navigazione<\/b>, o sull\u2019<b><i>utilizzo di un prodotto<\/i><\/b>. Questi tipi di tecniche sono utili per analizzare una serie di fattori relativi al\u00a0<b>grado di attenzione\u00a0<\/b>e di\u00a0<b>coinvolgimento<\/b>\u00a0dell\u2019utente, ma anche eventualmente al livello di\u00a0<b>stress<\/b>\u00a0o di\u00a0<b>frustrazione<\/b>\u00a0nell\u2019effettuare un determinato compito all\u2019interno del sito o nell\u2019utilizzo di specifiche feature di prodotto.<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo di strumenti di<b>\u00a0analisi biometrica<\/b>\u00a0per analizzare le risposte fisiologiche degli utenti in tempo reale permette di:<\/p>\n<ul>\n<li>capire dove si soffermava lo\u00a0<b>sguardo<\/b>\u00a0degli utenti, mentre cercavano di effettuare un compito specifico;<\/li>\n<li>individuare i\u00a0<b>livelli di frustrazione<\/b>, identificare i momenti di<b>\u00a0confusione<\/b>\u00a0o di\u00a0<b>stress<\/b>;<\/li>\n<li>comprendere\u00a0<b>cosa provavano gli utenti<\/b>\u00a0quando cercavano di effettuare un determinato compito.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I dati ottenuti vengono poi messi a confronto con le risposte fornite dai partecipanti durante le\u00a0<b>interviste in profondit\u00e0\u00a0<\/b>sull\u2019usabilit\u00e0 e sulla relazione con il brand\/prodotto, per ottenere un quadro pi\u00f9 completo sulla reale percezione della user experience on- e potenzialmente off-line.<\/p>\n<p>Insomma, non so se sono riuscito a spiegarmi e mi muovo come capirete in un terreno non proprio mio, ma quello che mi preme che passi \u00e8 che: essere user-centrici o servirsi di tecniche bio-metriche, preoccuparsi della UX o occuparsi di neuro-marketing,\u00a0<a class=\"matchTooltip\">oggi<\/a>\u00a0ci d\u00e0 un mare di possibilit\u00e0 in pi\u00f9 che spero di aver ben riassunto nei paragrafi precedenti, ma la possibilit\u00e0 che mi preme di pi\u00f9 e dalla quale a mio avviso emerge il valore maggiore \u00e8 la riconnessione ovvero la prossimit\u00e0 alle persone, che tecniche di questo tipo portano intrinsecamente con loro. Tecniche che riportano le persone e il loro corpo vicino ai ricercatori, tanto vicino da toccarle per far indossare loro: un caschetto, un paio di occhiali, un anello o un sensore e in qualche maniera\u00a0<b>far toccare con mano i loro vissuti e far sentire in diretta ai manager delle aziende, che possono aver dimenticato per chi facevano prodotti o servizi, quello che le persone hanno da dire<\/b>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1300\" src=\"https:\/\/blue-bridge.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/her-film-640x360.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/her-film-640x360.jpg 640w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/her-film-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/her-film-320x180.jpg 320w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/her-film.jpg 889w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Cosa ci guadagnano le persone e perch\u00e9 quindi questa lettura del neuromarketing pu\u00f2 essere un punto di vista personale, ma non soggettivo?<\/b><\/p>\n<p>Abbiamo parlato di persone e di miglioramento della qualit\u00e0 della loro esperienza, ma cosa intendiamo con miglioramento e perch\u00e9 possiamo sostenere che le attivit\u00e0 di neuromarketing e soprattutto il coinvolgimento diretto con le persone nella co-creazione di esperienze migliori pu\u00f2 generare un\u2019economia circolare e sostenibile, un pensiero, o un approccio, sistemico alle relazioni sociali, ai flussi di beni e servizi e alla vita in s\u00e9.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il nostro obiettivo:\u00a0<b>migliorare la vita delle persone<\/b>, preoccupandosi del valore e non del profitto (il secondo segue il primo e non viceversa), avendo come guida la qualit\u00e0 e non la quantit\u00e0 delle loro esperienze in ogni momento, e infine le persone delle quali abbiamo parlato, lo riconosco anche in modo ridondante o con un\u2019evocazione ripetuta, non sono solo utenti visti come\u2026, ma anche dipendenti vissuti come\u2026, partner professionali intesi come\u2026 persone.<\/p>\n<p>E le\u00a0<b><i>PERSONE<\/i><\/b>, per loro intrinseca natura,<\/p>\n<p>se sono\u00a0<i>ascoltate<\/i>:<\/p>\n<p>saranno\u00a0<b><i>DISPOSTE<\/i><\/b>,<\/p>\n<p>se sono\u00a0<i>coinvolte<\/i>:<\/p>\n<p>saranno\u00a0<b><i>ATTIVE<\/i><\/b>,<\/p>\n<p>se sono\u00a0<i>abilitate<\/i>:<\/p>\n<p>saranno\u00a0<b><i>POTENTI<\/i><\/b>,<\/p>\n<p>e se quindi sono\u00a0<i>potenti<\/i>:<\/p>\n<p>saranno\u00a0<b><i>ASCOLTATE<\/i><\/b>,<\/p>\n<p>e se quindi sono\u00a0<i>disposte<\/i>:<\/p>\n<p>saranno\u00a0<b><i>COINVOLTE<\/i><\/b><\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p><b><i>Essere coinvolti<\/i><\/b>, questo \u00e8 in sintesi\u00a0<i>il valore profondo del<\/i>\u00a0<b>WITH\u00a0<\/b>che \u00e8 la sesta W e per noi un approccio essenziale alla vita e agli affari.<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u2019\u00e8 il neuromarketing? \u201cMisura ci\u00f2 che \u00e8 misurabile e rendi misurabile ci\u00f2 che non lo \u00e8.\u201d Galileo Galilei \u201cWithout data you\u2019re just another person with an opinion.\u201d William Edwards Demi &nbsp; Una definizione personale, ma non nel senso soggettivo del termine\u2026 Partiamo da che c\u2019entro io e perch\u00e9 parlo di neuro-marketing. 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