{"id":1260,"date":"2020-06-05T12:28:14","date_gmt":"2020-06-05T12:28:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blue-bridge.cloud\/?p=1260"},"modified":"2020-11-12T09:22:03","modified_gmt":"2020-11-12T09:22:03","slug":"packaging","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.blue-bridge.it\/?p=1260","title":{"rendered":"Packaging"},"content":{"rendered":"<div class=\"bt_bb_wrapper\"><p><b>Il packaging di un prodotto influenza le nostre decisioni di acquisto?<\/b><\/p>\n<p>Perch\u00e9 il\u00a0<i>packaging design<\/i>\u00a0di un prodotto \u00e8 importante in fase di acquisto? Cosa influenza il nostro processo di\u00a0<i>decision making<\/i>?<\/p>\n<p>Per rispondere a queste domande, abbiamo scelto di condurre uno studio sulla percezione del\u00a0<b>concetto di biologico,<\/b>\u00a0<b>a partire dalle confezioni di pasta in vendita nei supermercati,\u00a0<\/b>invitando le persone a partecipare ad un test.<\/p>\n<p>L\u2019approccio che caratterizza Blue Bridge, prevede il coinvolgimento diretto delle persone (in questo caso tramite un test), al fine di comprenderle in profondit\u00e0, rivelandone opinioni, attitutidini e cercando di\u00a0<b>creare esperienze in grado di rispondere alle loro aspettative<\/b>.<\/p>\n<p>Dal nostro studio emerge quanto il\u00a0<b>packaging sia un elemento chiave\u00a0<\/b>nel determinare quale confezione, a parit\u00e0 di tipologia di prodotto, finir\u00e0 nel nostro carrello.<\/p>\n<p>Il nostro obiettivo per\u00f2 non \u00e8 solamente mostrare\u00a0<b>come un\u2019azienda possa arrivare a creare un packaging in grado di veicolare i valori desiderati\u00a0<\/b>ma anche<b>\u00a0quale impatto possa avere ignorare quelli che ormai rappresentano dei veri e propri codici a livello visivo.<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Il processo di decision making: cosa succede quando prendiamo una decisione?<\/b><\/p>\n<p>Il nostro cervello prende mediamente\u00a0<b>35.000 decisioni consapevoli al giorno<\/b>. Approssimativamente una scelta consapevole ogni 2 secondi. \u00c8 evidente per\u00f2 che esistano scelte primarie (pi\u00f9 rilevanti) e secondarie (scelte marginali).<\/p>\n<p>Ad esempio, ci si aspetta uno sforzo maggiore nella ricerca di soluzioni a quesiti come \u201c<i>scelgo se investire i miei risparmi in azioni Apple<\/i>\u201d rispetto al pi\u00f9 semplice\u00a0<i>\u201cNon so se a pranzo manger\u00f2 un panino o una piadina\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Ciascuna di queste scelte per\u00f2, indipendentemente dal suo impatto nella nostra vita, comporta da un punto di vista cerebrale un\u00a0<b>dispendio energetico<\/b>\u00a0causato dal tentativo di prevedere tutte le possibili conseguenze della nostra decisione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ha effetto sulla mole di questo dispendio energetico \u00e8 la quantit\u00e0 di conseguenze che si prendono in considerazione. Pensando al nostro esempio, \u00e8 ovvio che le conseguenze di pranzare con un panino saranno minori di quelle a cui si andrebbe incontro investendo i propri risparmi.<\/p>\n<p>Ad essere prese in considerazione sono le scelte secondarie: in altre parole, il panino del nostro pranzo (ma anche la scelta di una confezione di pasta biologica al supermercato come vedremo tra qualche riga).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Economia mentale:<\/i>\u00a0cosa fa il nostro cervello per semplificare il processo decisionale<\/b><\/p>\n<p>In una condizione utopica ottimale potremmo processare interamente gli stimoli, prendendoci tutto il tempo necessario per analizzare le infinite variabili delle nostre possibili decisioni.<\/p>\n<p>Purtroppo, l\u2019alto numero di decisioni che ci troviamo ad affrontare nel quotidiano, ha reso impossibile questo tipo di approccio, rendendo invece necessaria un\u2019alternativa fisiologicamente sostenibile \u2013 quindi meno dispendiosa \u2013 per rendere pi\u00f9 veloce e semplice il processo decisionale.<\/p>\n<p>Ecco quindi che alcune valutazioni \u2013 come in generale quelle legate al cibo \u2013 devono essere effettuate secondo\u00a0<b>modelli semplificativi<\/b>: il nostro cervello crea dei modelli (aspettative) che rendono pi\u00f9 facile la scelta (<a href=\"http:\/\/static1.1.sqspcdn.com\/static\/f\/588791\/20920984\/1352470414413\/ChangSanfey_GreatExpectations.pdf?token=X6DSMoOjhwK0QVbCJuNqr9zqI54%3D\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Chang e Safety, 2011<\/a>), anche a costo della soddisfazione totale.<\/p>\n<p>Arriviamo dunque al concetto di\u00a0<b><i>economia mentale<\/i>:\u00a0<\/b>il cervello, per sopravvivere, si adatta e crea mappe o schemi mentali che generano scorciatoie mentali.<\/p>\n<p><b>Maggiore \u00e8 la coerenza tra le nostre aspettative (e quindi il modello mentale) e l\u2019oggetto del nostro interesse (quindi lo stimolo), pi\u00f9 probabile sar\u00e0 la decisione e minore il tempo necessario per prenderla<\/b>.<\/p>\n<p>Non solo: saranno anche minori i dubbi che ci porremo sulla scelta (quindi sulla possibilit\u00e0 di cambiarla). Per dirlo in altri termini, meno tempo impieghiamo per scegliere e pi\u00f9 saremo sicuri della decisione presa.<\/p>\n<p>Questa tematica \u00e8 stata sviscerata e discussa in ambito scientifico tanto da valere il premio Nobel per l\u2019economia a\u00a0<a href=\"https:\/\/cpb-us-w2.wpmucdn.com\/blog.nus.edu.sg\/dist\/9\/4605\/files\/2015\/04\/Leonard_Review-Nudge-1z2qpyn.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Richard Thaler<\/a>\u00a0nel 2017. Ma come si riflette nel nostro quotidiano?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Prodotti biologici: quale packaging di pasta comunica meglio?<\/b><\/p>\n<p>Abbiamo condotto uno studio sulla percezione del\u00a0<b>concetto di biologico<\/b>\u00a0a partire dalle confezioni di pasta per spiegare\u00a0<b>come cambiano le nostre scelte in funzione della percezione<\/b>, ossia in funzione di tutti quei meccanismi che (a nostra insaputa) vengono chiamati in causa nel momento in cui andiamo al supermercato a fare la spesa.<\/p>\n<p>Abbiamo selezionato 3 marchi italiani e 3 marchi internazionali della grande distribuzione e 3 brand di rilievo nel mercato della pasta che offrono lo stesso formato di pasta (penne) biologica (non integrale) e li abbiamo comparati con altri 3 brand non biologici.<\/p>\n<p>Ecco\u00a0<b>i 9 marchi di pasta biologica analizzati<\/b>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1268\" src=\"https:\/\/blue-bridge.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_1-e1550750100274.png\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"528\" srcset=\"https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_1-e1550750100274.png 500w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_1-e1550750100274-320x338.png 320w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>Sono state quindi invitate delle persone a partecipare ad un test che prendesse in considerazione sia le loro risposte implicite che esplicite.<\/p>\n<p>L\u2019analisi ha portato a comprendere (tra le altre cose) che:<\/p>\n<p>1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando si parla di\u00a0<b>biologico<\/b>\u00a0si vanno a stimolare anche il\u00a0<b>concetto di salutare e di italiano<\/b>. Sono tematiche che per le persone risultano pi\u00f9 affini a livello di schemi mentali, anche pi\u00f9 del concetto di \u201cnaturale\u201d, che potrebbe considerarsi invece un\u2019associazione di pensiero pi\u00f9 corretta delle precedenti. Questo \u00e8 un classico esempio di \u201ccosto\u201d di una scorciatoia mentale:\u00a0<b>\u00e8 chiaro che biologico non significa necessariamente italiano<\/b>; tuttavia, un prodotto con un packaging che ad esempio evidenzia la provenienza 100% italiana delle materie prime verr\u00e0 riconosciuto pi\u00f9 velocemente come biologico.<\/p>\n<p>2)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nonostante tutti indichino come necessario l\u2019<b>Euro-leaf<\/b>\u00a0(simbolo che costituisce l\u2019unica garanzia di rispetto dei processi biologici),\u00a0<b>nessuna delle persone che hanno partecipato al test si \u00e8 soffermata sulla presenza di questo elemento nei primi 3 secondi di interazione con la confezione di pasta.\u00a0<\/b>In altre parole, nessuno ha processato (o ricercato attivamente) quello che \u00e8 ritenuto essere l\u2019unico reale indicatore di \u201cbiologico\u201d per un prodotto. Di seguito le heatmap che lo evidenziano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1271\" src=\"https:\/\/blue-bridge.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_2-e1550750078687.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_2-e1550750078687.jpg 450w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_2-e1550750078687-320x349.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<b>Le persone usano un pattern visivo per identificare agevolmente i prodotti biologici<\/b>. Significa che il nostro cervello si aspetta che il concetto di biologico venga rappresentato attraverso un particolare insieme di elementi visivi cromatici. Solo in un secondo momento prende in analisi le scritte e i simboli presenti sulla confezione. Uno schema confermato dalle risposte fornite dalle persone, che hanno identificato immediatamente come prodotti bio quelli con un packaging che meglio rispecchiava il loro pattern visivo.<\/p>\n<p>Considerando proprio questo terzo punto,\u00a0<b>sono stati analizzati i packaging che meglio hanno comunicato il valore di biologico<\/b>\u00a0e utilizzato i pattern visivi che li caratterizzavano\u00a0<b>per modificare le confezioni che invece non sono riuscite a veicolare il concetto con la stessa immediatezza<\/b>.<\/p>\n<p>Non solo: volendo essere sicuri di aver identificato un pattern visivo realmente impattante,\u00a0<b>abbiamo anche modificato le confezioni di 3 brand che producono linee di pasta non biologica<\/b>. \u00a0L\u2019ipotesi era che se anche in questo caso le persone avessero classificato il prodotto come biologico (nonostante scritte e simboli dicano tutt\u2019altro),<b>si sarebbe dimostrato l\u2019importanza percettiva derivante dal packaging.<\/b><\/p>\n<p>Giudicate voi stessi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1269\" src=\"https:\/\/blue-bridge.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_3-e1550750124521.png\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"618\" srcset=\"https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_3-e1550750124521.png 500w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_3-e1550750124521-320x396.png 320w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1270\" src=\"https:\/\/blue-bridge.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_4-e1550750113236.png\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"616\" srcset=\"https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_4-e1550750113236.png 500w, https:\/\/www.blue-bridge.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Pasta_4-e1550750113236-320x394.png 320w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p><b>Packaging design: il pi\u00f9 efficace per la percezione del prodotto<\/b><\/p>\n<p><b>I risultati del test dimostrano come il packaging sia un elemento fondamentale nella rappresentazione mentale del prodotto<\/b>.<\/p>\n<p>La sola modifica di alcuni elementi cambia completamente la percezione di un prodotto perch\u00e9 lo rende pi\u00f9 vicino alle aspettative di un potenziale cliente.<\/p>\n<p>La maggior parte delle scelte in un contesto come quello del supermercato derivano da\u00a0<b><i>bias cognitivi<\/i><\/b>. Nel nostro caso specifico, un packaging che vuole comunicare valori di un prodotto biologico si dimostra particolarmente efficace se utilizza un\u00a0<b>determinato pattern: tonalit\u00e0 di verde, affiancate ad una tonalit\u00e0 di beige<\/b>, in sostituzione al bianco, e la presenza del brand nella versione riadattata in verde.<br \/>\n<b>La presenza della scritta \u00abBio\u00bb o la presenza del simbolo Euro-leaf non sembrano condizionare l\u2019effettiva percezione<\/b>, ma sono fattori che entrano in gioco solo quando, una persona fortemente determinata, processa cognitivamente le informazioni.<\/p>\n<p>E anche se i consumatori acquistano \u201cpercorrendo\u201d dei pattern mentali consolidati, il contesto continua ad influenzare l\u2019esperienza di acquisto di un prodotto e il portato valoriale di un packaging. Ci basti pensare alle confezioni dei prodotti che vediamo all\u2019interno dei negozio specializzati in alimenti biologici o alla forte riconoscibilit\u00e0 dei packaging di brand leader di mercato.<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il packaging di un prodotto influenza le nostre decisioni di acquisto? Perch\u00e9 il\u00a0packaging design\u00a0di un prodotto \u00e8 importante in fase di acquisto? Cosa influenza il nostro processo di\u00a0decision making? 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